L'addio di Maldini

giovedì 28 maggio 2009 | | 0 commenti |

La festa dopo l'ultima partita al Meazza di Paolo Maldini si è conclusa con una contestazione nei confronti del capitano da parte della curva sud rossonera.

Dopo la fine della gara, mentre Maldini faceva il suo giro di campo per salutare il pubblico del Meazza, la curva sud ha esposto uno striscione con scritto: «Sentiti ringraziamenti da chi hai definito mercenari e pezzenti», sopra il quale è stata srotolata un'enorme maglietta rossonera con il numero 6 che apparteneva a Franco Baresi, il capitano da cui Maldini ha ereditato la fascia. Per finire, il tifo ha iniziato a scandire il coro «Franco Baresi, c'è solo Franco Baresi».

Cosi' recitava uno striscione esposto dai tifosi rossoneri durante il giro di campo finale di Maldini, che stava raccogliendo l'applauso dai piu' di 70mila ....

Io non sono tifoso del Milan ma non per questo non sono un estimatore di un grande calciatore che ha dato tanto alla causa del Milan e del quale, se fossi tifoso del Milan, non avrei aggettivi per definire un grande campione quale è stato Paolo Maldini.

Sono state contestazioni fuori luogo e che non appartengono a questo sport che come me tifa per questi campioni e non vorrebbe mai che smettessero di giocare. Bel gesto, poi dei giocatori della Roma che hanno dimostrato grande apprezzamento per il grande capitano, indossando all'ingresso in campo una maglietta con su scritto "GRAZIE PAOLO GRANDE CAPITANO".

Morto Cannavò:

lunedì 23 febbraio 2009 | | 0 commenti |

ADDIO CARO CANDIDO

Candido Cannavò (Catania il 29 novembre 1930) è un giornalista italiano. Ogni sua biografia inizia così. Ma definirlo soltanto "giornalista" è riduttivo.

E' sufficiente citare l'Avvocato Giovanni Agnelli per raccontarlo: "Candido Cannavo decise di fare il giornalista, abbandonando un destino che lo voleva medico. Non sapremo mai ciò che ha perduto la medicina, ma sappiamo quanto ci ha guadagnato lo sport, e noi con lui". Anche se Cannavò aveva dichiarato che "Il mio approccio allo sport è tuttora una sorta di mistero che mi porto dentro".


Che incredibile storia quella del "Direttore", che iniziò la sua carriera all'età di 19 anni alla Sicilia, dove scriveva di sport, società e costume. Nel 1955 esordì come corrispondente della Gazzetta e il nome e il volto divennero ben presto familiari. Cannavò inviato speciale, testimone del tempo: Mondiali di calcio, 9 Olimpiadi, un incredibile numero di Giri d'Italia. "Ho collaborato per anni alla Gazzetta - raccontava -. conoscevo praticamente tutti, ci si vedeva spesso, insomma, mi sono trovato a casa". Ecco, il concetto di "casa" è stato tutto sommato il leit-motiv dell'era Cannavò.

Alla Sicilia era caporedattore dal 1975. Impeccabile professionista, fu chiamato nel 1981 dalla Gazzetta che lo volle vicedirettore, poi condirettore, fino a succedere il 12 marzo 1983 a Gino Palumbo come direttore responsabile della "Rosea". La realizzazione di un sogno, tra l'altro accolto dalla redazione con applausi a scena aperta.

È rimasto in carica 19 anni, fino al 12 marzo 2002, quando è stato sostituito da Pietro Calabrese. Strano il destino: esattamente diciannove anni dopo quegli applausi scroscianti. Un vero record. Quando Cannavò prese in mano il timone, La Gazzetta dello Sport era già un fenomeno sociale che si consolidò come maggiore giornale italiano. Il 13 marzo di quell'anno tornò regolarmente al lavoro, perché di andarsene in pensione non ne aveva voglia. Divenne così l'opinionista per eccellenza con le rubriche Candidamente e Fatemi capire. Continuò a seguire il Giro d'Italia e non si perse un'Olimpiade: pane quotidiano. Correndo da una tappa all'altra, ritirando premi e riconoscimenti in tutta Italia. Sempre di corsa. Da vero mastino della notizia. Fantasia fervida: nitida. Sempre al lavoro. Per scrivere Una vita in rosa, Libertà dietro le sbarre, E li chiamano disabili, Pretacci. Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede, a sottolineare che oltre allo sport esistono problemi quotidiani che graffiano il cuore. Come sottolineato nel suo ultimo appuntamento con Fatemi capire del 19 febbraio, in cui, trattando il dramma di Marassi ha scritto: "...Ora preghiamo il Cielo perché quel tifoso si salvi".

GRAZIE PER LE TUE EMOZIONI CHE IN TANTI ANNI HAI TRASMESSO.
E GRAZIE PER LA TUA INFINITA BONTA' E L'AMORE PER LO SPORT E PER LA VITA QUOTIDIANA DI TUTTI.
SARAI PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI.
UN GRANDISSIMO GIORNALISTA NON SI SCORDA MAI.

CIAO

Kakà

martedì 20 gennaio 2009 | | 0 commenti |

Questa volta i soldi non vincono, vince l’amore, il cuore, ma soprattutto Kakà. Il nostro splendido numero ventidue ha dimostrato ancora una volta di essere qualcosa di più di un grande calciatore; una persona unica come lui non poteva rimanere indifferente davanti alla manifestazione d’amore di un intero e magnifico popolo.

Sabato sera San Siro non era un semplice stadio di calcio, ma un cuore che batteva per una sola persona, cosa mai successa prima.

Tutti siamo stati travolti dall’infinita passione e dalla paura che potesse essere l’ultima di Ricky nella sua casa; ad ogni suo tocco, ad ogni sua giocata l’emozione cresceva e gli occhi si facevano sempre più lucidi.
Atmosfera indimenticabile.

Anche la giornata di ieri è stata caratterizzata da sensazioni forti; gli incontri, le voci che si rincorrevano e ancora l’immenso affetto dei tifosi che si riversava davanti alla società e alla casa del giocatore, per poi arrivare al dolcissimo epilogo l’annuncio del Presidente a Sky Sport 24 poco prima delle 23 e la voce del protagonista sul canale tematico rossonero.
Kakà ha dimostrato a tutto il mondo che nella vita ci sono cose che non hanno prezzo, i soldi non sono tutto, ci sono valori che vanno ben oltre la pura materialità.

Ricardo è un simbolo del Milan e non smetteremo mai di ringraziarlo per quello che ha fatto, sta facendo e farà per la nostra squadra.
Ora che questo incubo è terminato ricomincia la rincorsa ad un sogno a tinte bianco, rosso e verde.

Milan:

martedì 23 dicembre 2008 | | 0 commenti |

Era stato presentato come il nuovo fenomeno, Alexandre Pato 19 anni, non ha deluso le aspettative.

Il suo primo anno in Italia ha un bilancio nettamente positivo.
Secondo la Gazzetta dello Sport negli ultimi 60 anni nessuno ha segnato quanto lui a 19 anni. Un nuovo record per il papero rossonero che dal gennaio 2008 a dicembre 2008 ha siglato 15 goal in Serie A e 2 in Coppa Uefa.
La cifra sorprende ancora di più se pensiamo che Pato l'anno scorso ha saltato diverse partite per infortunio e quest'anno ha giocato meno rispetto a Kaka e Ronaldinho.
Numeri da giocatore da Milan, dove non è semplice giocare a 19 anni con tutte le pressioni dell'ambiente in un campionato difficile come la serie A.

Campionato:

venerdì 12 dicembre 2008 | | 0 commenti |

Sembrava ovvio già prima che la Fiorentina lo comprasse: E' TORNATO GILA GOOOL!!

Più di Messi. Sì, semplicemente più di Messi. terzo posto che però sa tantissimo di primo, perché le sue 5 reti in Champions sono lingotti rispetto all'unica rete di David Villa in Uefa e allo zero assoluto di Ibisevic del fantastico Hoffenheim che le coppe non le fa. Gila che dice 16 reti totali e che se ne sta bello sveglio e micidiale dentro all'inizio degli inizi. «Sì — dice l'attaccante della Fiorentina — ». E' così. E dietro alla sua momentanea medaglia di bronzo ci sono «Grafite» Libanio e poi altri bei tipi del gol: Tutti dietro, già.Nella sua testa Gila ha già scelto. Il gol più bello? Alla Juve, prima giornata, Franchi Stadium, girando attorno a Mellberg. Il più importante? Stadio Ghencea, Bucarest, l'altra sera, ultima di Champions, fuori dai blocchi difensivi, girata, zuccata, palo interno e gol che dona la Uefa. Chiedetelo, tutto questo, al Gila. Confermerà. Gila che da quando ha iniziato non si è fermato più. Sedici gol appunto, in ognidove: 11 in A e 4 più uno (nel preliminare contro lo Slavia) in Champions, che volendo fanno 5 reti come un certo Batigol. Insomma, così cresce un campione. Del mondo.Gilardino ha cominciato subitissimo e non si è fermato davvero più. Di mezzo c'è anche quel gol un po' così di Palermo, goccia d'istinto per uno che a 26 anni ha già scollinato quota 100 in serie A; ma Gila ha iniziato veramente subito, davanti al suo pubblico, e non si è mai imbattuto nella kriptonite. Prima gara seria della stagione, Fiorentina-Slavia Praga, 12 agosto, Mutu-gol dopo 3' ed ecco il suo 2-0 a mettere tutti sulla rampa-Champions. Poi? Prima gara di serie A, Fiorentina-Juventus, 1-1 all'ultimo minuto, assist di Pazzini e girata sua. «Questo inizio di Alberto — racconta papà Gianfranco —, non ha particolari segreti se non tre cardini importanti: la fiducia che lo circonda, una condizione psicofisica eccellente e anche l'aver iniziato subito con due gol fondamentali e in casa contro Slavia e Juve. Quella sera contro i bianconeri, in special modo, gli ha dato benzina vera ed elevato l'autostima».E così, tutti a chiedergli quanti rimpianti avranno in quel Milan che cerca (anche) la testa di un centravanti. Lui, che in Champions ha segnato tutti i suoi gol di zucca, risponde così: «Non ci penso: sono felice qui. Molto felice». Mutu, che col 4-3-1-2 gli gioca più vicino, lo incorona. «Alberto — dice il romeno — è uno dei più forti attaccanti coi quali abbia mai giocato. Sta segnando a raffica e se lo merita, perché è anche un ottimo ragazzo». Ragazzo che nel prossimo anno si sposerà con Alice Bregoli, dalla quale ha avuto una figlia, Ginevra, 9 mesi appena compiuti. «Sì — dice la fidanzata —, ci sposeremo nel 2009: dobbiamo decidere se a luglio o a dicembre, due periodi buoni per Alberto». Già.

Pallone d'oro:

martedì 2 dicembre 2008 | | 0 commenti |

Il pallone d'oro 2008 è di Cristiano Ronaldo.

Lo rende noto il sito di France Football, la rivista francese che assegna l'ambito premio.

Il portoghese succede a Kakà, hce lo aveva preceduto nel 2007.

Dietro Cristiano Ronaldo (23 anni), che ha vinto il Pallone d'Oro con 446 punti, si sono piazzati l'argentino del Barca, Lionel Messi, e lo spagnolo del Liverpool, Fernando Torres.
Ronaldo è il terzo portoghese, nella storia del pallone d'Oro, a conquistare l'ambito premio nella storia. Prima di lui, infatti, sono stati consacrati a Parigi il grande Eusebio (1965) e Luis Figo (2000).
Il numero 7 del Manchester United ha trascinato con i suoi 42 gol in stagione i Red Devils alla conquista del double: Premier League e Champions League.
È il quarto giocatore dello United a conquistare il Pallone d'Oro: prima di lui le leggende Denis Law (1964), Bobby Charlton (1966) e George Best (1968). Con lui il Pallone d'Oro torna in Premier League dopo il 2001, anno in cui trionfò Michael Owen.
«Uno dei giorni più belli della mia vita».
Il giorno dell'ufficialità: Cristiano Ronaldo è il Pallone d'Oro 2008. Lo sapevano tutti, era stato incoronato a furor di avversari.

L'attaccante del Manchester United può finalmente ringraziare tutti: «È un sogno da bambino che si realizza- dice il portoghese a France Football- e voglio vincerlo ancora, perchè è troppo bello! Provo un'emozione che non riesco a descrivere. Anche perchè quando ho aperto la porta pensavo di ritrovarmi col Pallone d'Oro tra le mani...
E invece no (gli sarà consegnato ufficialmente stasera, ndr). Domenica circondato dalla mia famiglia avrò altre sensazioni.
Non ero preoccupato perchè sapevo ciò che avevo fatto nel corso della stagione. Ma voglio dire grazie a quelli che mi hanno votato. E ringrazio tutti miei compagni, sono loro che mi hanno passato i palloni per segnare così tanti gol.
Ho solo 23 anni, è incredibile.
Tanto più se si leggono i nomi di quelli che erano in lizza quest'anno. Continuerò a ripetermi 'voglio essere sempre migliore'».